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In libreria “Archivi e biblioteche tra le nuvole”

"Archivi e biblioteche tra le nuvole" (front cover)

Come preannunciato nel precedente post ho pubblicato un libro su cloud computing e dintorni.
In particolare parlo delle sue applicazioni in ambito archivistico e bibliotecario in sinergia con la diffusione dei nuovi mobile device, il che mi porta ad approfondire temi quali il social reading / networking, il fenomeno dello storage sulla nuvola e tutti i connessi problemi di privacy.

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La balcanizzazione dell’e-book (e dell’editoria?)

La notizia (ancora non ufficialmente confermata) ha fatto il giro del mondo. Ruperth Murdoch, proprietario di News Corp, e Steve Jobs (ceo di Apple) hanno stipulato un accordo: obiettivo la realizzazione di un quotidiano interamente online ottimizzato per essere fruito attraverso l’iPad. Al di là dei risvolti simbolici (sebbene non sia il primo, si tratta di un giornale disponibile solo online che scommette – di nuovo – sul modello pay), credo che l’aspetto più importante della vicenda (non sottolineata dalla maggior parte dei commentatori) sia l’ormai palese “balcanizzazione” del settore e-book.
Il termine balcanizzazione rimanda agli albori dell’informatica, quando le varie macchine non erano compatibili tra di loro e, successivamente, al World Wide Web, allorquando il W3C di Tim Berners-Lee faceva di tutto per scongiurare l’esplosione di tag ed attributi proprietari, leggibili solo con specifici browser.
Se ora con l’avvento dell’HTML 5 il pericolo sembra per sempre allontanato, una nuova balcanizzazione incombe e quello dell’annunciato “The Daily” per iPad non è che l’ultimo esempio di una lunga serie. Ad esempio il Kindle prodotto, lanciato e commercializzato da Amazon (principale bookstore online che tra poco sbarcherà anche nel nostro Paese) funziona solo con e-book in formato Mobi; venendo in casa nostra Simplicissimus (che per inciso nel suo store “offre” e-reader Cybook, Onyx e Cool-er) e BookRepublic hanno optato per il formato .pdf/epub con “social drm” che parimenti non sono compatibili con tutti i lettori. Ancora peggio va con quelli di Mondadori e di Edigita che adoperano un “full drm” (che per intenderci non “gira” direttamente né su iPad né sul suo principale concorrente, il GalaxyTab della Samsung). Certo, gli sviluppatori si sono subito messi all’opera ed esistono appositi programmi di conversione che permettono di aggirare l’ostacolo, ma l’impressione che se ne ricava è che non tutti i contenuti siano (saranno?) fruibili indipendentemente dal device posseduto. Ed il quadro tende ad ingarbugliarsi ancor di più perché la tendenza è che le varie case editrici, oltre ad adottare formati diversi l’una dall’altra, stiano stringendo accordi specifici con le ditte produttrici di e-reader. Faccio una serie di esempi di pura fantasia: vuoi leggere Ken Follett? iPad in pdf. Banana Yoshimoto? Kindle/Amazon in mobi. Stieg Larsson? Sony in epub con drm…
Volete mettere la praticità di entrare in una libreria, trovare qualsiasi autore a prescindere dalla casa editrice di quest’ultimo, comprare, leggersi e scambiarsi un caro vecchio libro di carta?

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