MWC, alcune considerazioni

LG전자, MWC 2012 현장 스케치

LG전자, MWC 2012 현장 스케치 di LGEPR, su Flickr

Oggi parliamo di device, ai quali come saprete attribuisco notevole importanza in quanto strumenti di produzione, fruizione e per certi aspetti pure di conservazione dei molteplici “contenuti” digitali di cui la nostra epoca abbonda.
Bisogna ammettere che il Mobile World Congress di Barcellona, chiusosi ieri, non ci ha riservato chissà quali premiere in fatto di nuovi modelli presentati (complice Apple che si è tenuta la chicca dell’iPad 3 per la consueta kermesse “casalinga” all’Yerba Buena Center for the Arts del 7 marzo prossimo…); ciò nonostante quei dispositivi presentati al MWC 2012 sono stati ugualmente sufficienti per confermare alcuni trend globali che verosimilmente caratterizzeranno l’evoluzione del comparto nei prossimi anni.
Lasciando ora stare la massiccia presenza di dispositivi con connettività LTE e/o con processore Quad Core, da rimarcare come quasi ogni casa produttrice abbia presentato almeno un modello con display di dimensioni intermedie tra quelle di un “normale” smartphone (prendendo come riferimento il “padre” di tutti i telefonini intelligenti, vale a dire l’iPhone, la cui ultima versione 4S presenta una diagonale da 3,5″) e quelle di un tablet, i cosiddetti phablet : l’A9 Cloud Mobile X di Acer ed il Nokia Lumia 900 (quest’ultimo una novità relativa), tanto per iniziare, montano uno schermo da 4,3 pollici che deve però inchinarsi all’LG Optimus 4X HD ed all’HTC One X che possono vantare schermi da ben 4,7 pollici (sempre LG aveva presentato una settimana fa l’Optimus Vu con schermo da 5 pollici; n.d.r.); insomma, sembra proprio che la strada inaugurata da Samsung con quell’ibrido che è il Note (schermo da 5,1 pollici) sia seguita da molti! Proprio da Samsung giungono le notizie più interessanti: la prima consiste nel lancio della versione “raddoppiata” con schermo da 10,1 pollici del Note medesimo (bella tra l’altro la funzione S Note, che consente di sottolineare, evidenziare, etc. pagine web condividendo il tutto – un po’ come già avveniva sull’HTC Flyer), la seconda nel Galaxy Beam, smartphone con integrato un picoproiettore capace di ingrandire eventuali proiezioni fino a 50 pollici.
Se anche in questo caso non si tratta di una prima assoluta (LG aveva presentato l’analogo Expo addirittura al CES 2010) la combinazione di questi due elementi rafforza la communis opinio che smartphone e tablet (o più verosimilmente una versione intermedia dei due, avente dalla sua miglior usabilità da una parte e portabilità dall’altra) a breve si trasformeranno da dispositivi per lo più ludici e/o di comunicazione latu sensu in diffusissimi strumenti di lavoro per vaste fasce di professional.
Che sia proprio così se ne ha conferma leggendo l’intervista rilasciata da Stephen Elop, CEO di Nokia, a Techcrunch: secondo il boss della casa finlandese la sua azienda avrà un occhio di riguardo per tutti quei suoi clienti che, spinti dalla voglia di testimoniare e documentare attraverso foto, video, etc. il mondo che li circonda, richiedono foto/videocamere più potenti, con contestuali capacità di collocare nello spazio/tempo (geotagging) quanto da loro testimoniato in veste di rappresentanti di un giornalismo impegnato e diffuso (citizen journalism).
Ovviamente per Nokia, Elop ne è ben consapevole, le sfide sono molteplici (dalla scommessa su Windows Phone all’imprescindibile discesa nell’arena delle tavolette, di cui Reader, software per l’e-reading rappresenta forse un primo segnale) e l’esito della battaglia è tutt’altro che scontato; di sicuro c’è che i cambiamenti in atto sono profondi e dal notevole impatto per tutti, archivisti e bibliotecari compresi!

PS Per approfondire gli argomenti trattati e maggiori dettagli tecnici sui dispositivi citati in questo post rimando alla versione appositamente approntata su Storify.

One response to this post.

  1. […] cloud, processori quadcore e videocamere ad alta definizione se n’è parlato in abbondanza al Mobile World Congress di una settimana fa, motivo per cui il nuovo nato non mi ha particolarmente impressionato. […]

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