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Perché Kindle MatchBook rischia di svalutare l’ebook (ma di fare la fortuna di Amazon)

Amazon Kindle

Amazon Kindle (credit: Amazon Press)

Praticamente in contemporanea con il lancio della nuova generazione di lettori digitali Kindle, Amazon ha anche annunciato un nuovo programma, denominato Kindle MatchBook, che consente a tutti coloro che hanno acquistato negli anni passati (si parte dal 1995 e si arriva ai giorni nostri) l’edizione fisica di un libro di comperare ora a prezzi a dir poco competitivi (si parte infatti da 2,99 dollari… a 0!) l’edizione digitale, qualora esistente, del medesimo titolo.
Se si considera che il bundling analogico / digitale funziona anche per i libri di nuova uscita si intuisce come la mossa potrebbe dare una ulteriore scossa al settore del libro digitale.
In effetti il timing scelto da Amazon è praticamente perfetto: con questa mossa l’azienda di Seattle mira ad allargare in modo massiccio la platea di lettori digitali puntando, evidentemente, su tutti coloro che negli anni hanno fatto acquisti (di libri fisici) sulla sua libreria online ma che per i più disparati motivi si sono dimostrati restii ad abbracciare gli ebook.
Naturalmente i vertici di Amazon non sono ammattiti perché è evidente che per leggere l’edizione digitale molti avranno bisogno dell’apposito device di lettura: in altri termini Kindle Matchbook potrebbe fungere da straordinario volano alla vendita degli ebook reader, dei quali non a caso si presenta la sesta generazione, e tutto ciò proprio in un momento in cui i tassi di crescita dell’editoria digitale nel mercato americano tendono a rallentare / stabilizzarsi attorno alla quota del 25 – 30% del totale. Insomma, mentre la concorrenza mostra segni di affanno e cerca di riorganizzarsi, la società fondata da Jeff Bezos rilancia.
Se da un lato dunque Kindle MatchBook potrebbe rappresentare il colpo di grazia per le case editrici rivali dal momento che, fidelizzando / legando Amazon a sé in modo pressoché definitivo anche quei lettori più tradizionalisti che ancora non avevano abbracciato l’ebook, le priva di quel bacino indispensabile per portare avanti qualsiasi idea di business nel digitale, dall’altro lato con questa spregiudicata operazione rischia di far passare presso i lettori la fallace idea che l’ebook non costi niente o, peggio ancora, che esso non costituisca altro che il “sottoprodotto” del più complesso processo di produzione del libro (analogico).
Idea già in parte diffusa ma, per l’appunto, errata: nel mondo digitale scompaiono (o tendono a zero) sì alcune voci di costo, come quelle di distribuzione e riproduzione, ma ne permangono altre di rilevanti. In particolare è opportuno ricordare che l’ebook che noi leggiamo sui nostri device non è (o meglio, non dovrebbe essere…) lo stesso file creato per l’edizione a stampa bensì un file (auspicabilmente in formato ePub) altamente rielaborato per rispondere a requisiti che qui possiamo genericamente definire di “buona usabilità” ed offrire una gradevole esperienza di lettura.
Operazione, quest’ultima, che è lungi dall’essere a costo zero ma che Amazon, con le sue politiche aggressive, rischia di far passare in secondo piano e, per certi versi, banalizzare.

Amazon Kindle Fire: le prime impressioni

La rivoluzione del kindle fire è nel prezzo

La rivoluzione del kindle fire è nel prezzo; foto paz.ca

Dopo averci scritto a riguardo ripetute volte, in questo blog così come in altri siti e liste di discussione più o meno amici, non posso esimermi dal dire la mia sull’atteso nuovo prodotto di Amazon, il Kindle Fire. Ok, una valutazione migliore di questo nuovo dispositivo potrà essere fatta solo dopo averlo toccato con mano, ma sin da ora alcune considerazioni si possono fare.
La prima cosa che mi vien da sottolineare, rappresentando il miglior biglietto da visita in assoluto, è il prezzo: 199 $ (145 € circa) sono davvero pochi e diciamocelo, Jeff Bezos con questa mossa ha spiazzato tutti (il sottoscritto incluso, avendo non più di una settimana fa ipotizzato una collocazione sul mercato attorno ai 270 $, corrispondenti a circa 200 €). Un simile risultato lo si è potuto conseguire ovviamente sacrificando alcune caratteristiche / dotazioni; vediamo dunque come si presenta il nuovo nato:
1) connettività: c’è solo quella via Wi-Fi e non la 3G e se all’estero la cosa non rappresenta una limitazione in Italia, dove gli hotspot nonostante la parziale recente “liberalizzazione” sono ancora pochi, lo è eccome.
2) memoria interna: è di appena 8 Giga in quanto Amazon mette liberamente a disposizione i propri “archivi sulla nuvola” (ma, attenzione, solo per quei contenuti provenienti da Amazon stessa!); in pratica con due o tre film, qualche centinaio di ebook ed il solito congruo numero di app si arriva al limite.
3) caratteristiche tecniche e dotazioni: il processore dual core dovrebbe garantire ottime prestazioni; del resto un’ulteriore riserva di potenza di calcolo la si ha ricorrendo alla nuvola di Amazon (lo stesso principio regge il nuovo browser Silk, che promette davvero bene); pur non fondamentali, l’assenza di telecamera e di microfono scoraggerà invece qualcuno dall’acquisto.
4) dimensioni: ottima a mio parere la scelta di realizzare un dispositivo di dimensioni e pesi più contenuti del consueto (nemmeno mezzo kilo, con una batteria che garantisce fino ad 8 ore di autonomia, schermo da 7 pollici), in modo da enfatizzarne la portabilità / il poco ingombro / la possibilità di usarlo in mobilità.
5) funzione di reader: in linea con l’impostazione di questo blog non può mancare una digressione circa le peculiari funzioni come strumento di lettura; lo schermo sembra buono (anche qui un giudizio definitivo potrà venir formulato solo dopo averlo visto all’opera), semmai mi aspettavo l’apertura al formato ePub sul quale la maggior parte degli editori stanno puntando, mentre si è rimasti fedeli al tradizionale formato .mobi (non protetto). Questa scelta conferma il vincolo con l’Amazon Store ed, anzi, in considerazione di quanto già sottolineato (il massiccio ricorso a risorse di EC2 in fatto di calcolo e storage) il grado di libertà per l’utente / cliente mi sembra addirittura ridursi, seppur all’interno di un ventaglio di offerte in crescita!
Per concludere con Kindle Fire l’azienda di Seattle si candida ufficialmente al ruolo di anti-Apple nel mercato delle tavolette, percorrendo una via opposta a tutti gli altri competitor, ovvero quella di un prodotto non al top della gamma e di fascia di prezzo medio bassa, vedremo se con successo. Fattori che inducono all’ottimismo sono il poter contare sul proprio negozio online (= i contenuti), l’ottima reputazione guadagnata in questi anni, la base di utenti / clienti, l’infrastruttura cloud, manca solo l’ecosistema di sviluppatori ma l’aver puntato su Android in prospettiva dovrebbe garantire di colmare questa lacuna.
A mio avviso però un neo c’è e riguarda proprio la politica di prezzo la quale, così come è stata concepita, potrebbe colpire il bersaglio sbagliato se non rivelarsi addirittura controproducente. In sostanza mi chiedo: con un Kindle Fire a 199 dollari chi comprerà il Kindle Touch 3G (eReader in bianco e nero, presentato contestualmente al Fire, che presenta la novità dello schermo touch) per appena 50 dollari in meno? Chi infine acquisterà il Kindle Touch senza connettività a 99 dollari? In altri termini ho la sensazione che il Fire possa rubare quote agli altri dispositivi prodotti da Amazon stessa con in più l’ulteriore pericolo che i margini di guadagno per pezzo, che non possono giocoforza essere elevati, non siano compensati da un adeguato volume di vendita.
Insomma, il mercato degli eReader e dei tablet si arricchisce e si complica (a proposito, ora che il Fire è stato svelato voglio vedere se Idc confermerà la propria idea di non considerarlo una tavoletta) ma forse a subire la pressione potrebbe non essere l’iPad bensì tutti quei produttori (l’accoppiata Nook Color e Barnes & Noble in primis; il titolo di quest’ultima non a caso perde in borsa sia ieri che oggi) che finora avevano tentato in qualche modo di opporsi ad Apple.

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