Dove va l’ereader?


Kobo HQ

Kobo HQ di CC Chapman, su Flickr

Nel corso della London Book Fair del 2013 Kobo, azienda nippo-canadese, un po’ a sorpresa ha annunciato il lancio in edizione limitata di un nuovo lettore per libri digitali, significativamente chiamato Kobo Aura HD.
Anche alla luce delle caratteristiche tecniche di questo nuovo device l’occasione è giusta per avventurarci in una analisi di quelle che possono essere le prospettive future degli ereader.
Ma partiamo dal Kobo Aura: quale dovrebbe essere il quid che induce i lettori ad acquistarlo, tenendo anche presente che costa 169,99 dollari e che, dunque, con poche decine di dollari in meno si compra il comunque valido Kobo Glo (giusto per restare in casa) e con alcune decine in più si acquista un tablet?
Già quell’ “HD” nel nome dovrebbe far intuire come si sia puntato tutto sullo schermo e la connessa migliore esperienza di lettura: il nuovo AURA HD infatti può vantare un display touch con illuminazione frontale da 6.8″ e tecnologia eInk Pearl con una densità di 265 dpi ed una risoluzione di 1440 x 1080 che lo rende (specifiche alla mano) l’ereader in commercio con lo schermo più grande e più definito.
Ulteriori migliorie, stando sempre ad un’analisi sulla carta, sono poi avvenute in quanto 1) a potenza del processore (20% in più) ergo a velocità di risposta ai comandi (il tutto a parità di gigahertz ovvero uno, come quello del Kobo Glo; verosimilmente le accresciute prestazioni sono state ottenute cambiando processore, anche se nessun dettaglio viene fornito al riguardo) ed a 2) capacità di storage, raddoppiate da 2 a 4 Gigabyte con possibilità di arrivare sino a 32. Pure la tenuta della batteria è aumentata: a parità di utilizzo si passa dal mese abbondante del Glo ai due dell’Aura.
Altri aspetti elencati come pregi sono a mio avviso altamente soggettivi: mi riferisco in particolare alla presunta migliore maneggevolezza e portabilità del nuovo device (che peraltro trovo esteticamente molto bello). Di sicuro esso è più grande, più spesso e più pesante in confronto al Kobo Glo (precisamente 175.7 x 128.3 x 11.7 mm per 240 g VS 114 x 157 x 10 mm per 185 g) così come rispetto al Kindle Paperwhite (che misura 169 x 117 x 91 mm per 213 g), motivo per cui, anche ammettendo che l’ergonomia ed i materiali consentano una presa salda, trovo questa affermazione quanto meno opinabile!
Ma veniamo al nocciolo della questione: la comparsa di un dispositivo come il Kobo Aura HD quale impatto può avere sulla sorte del mercato degli ebook ereader? Ricordo infatti che nel 2012 le vendite di lettori per libri digitali sono crollate di una percentuale che, a seconda delle società di ricerca, va dal 28 al 36% e che le prospettive, alla luce di altri sondaggi (come quello del PEW Institute che descrive come molti leggano oramai abitualmente su tablet), sono tutt’altro che rosee.
La risposta che mi do è negativa per i seguenti semplici motivi: 1) puntare sull’aumento delle capacità di storage non ha molto senso quando la tendenza è di stipare le proprie risorse digitali sulla cloud; anche per garantire un continuo accesso alla nuvola 2) più utile sarebbe stato aggiungere la connettività 3G (la 4G / LTE oggettivamente sarebbe sprecata), la quale avrebbe nel contempo assicurato una mobilità senza vincoli! 3) Nessun passo in avanti è stato fatto verso un’interfaccia che contempli la presenza di icone: non si tratta, si badi, di scimmiottare i tablet ma di sfruttare meglio i propri ebook reader (come spero di aver dimostrato in questo mio post di qualche tempo fa). Infine, 4), lo schermo HD frontlit segnerà pure un ulteriore step della tecnologia eink ma è un dato di fatto che dopo il Nook Color di Barnes & Noble non sono stati fatti apprezzabili passi in avanti verso quello che deve essere il vero obiettivo, ovvero un ereader a colori… e a prezzo abbordabile! L’assenza di colore è tanto più incomprensibile nel momento in cui Mike Serbinis, CEO di Kobo, afferma in un’intervista a Techcrunch che lo schermo da 6,8 serve a facilitare la lettura di magazine e fumetti, attualmente letti quasi esclusivamente su tablet attraverso applicazioni sviluppate ad hoc. Posto che nemmeno quest’ultima è la soluzione ideale, se quelli di Kobo pensano che i lettori preferiranno leggere in bianco e nero materiali quali quelli citati, che notoriamente rendono il massimo con i colori, sono proprio fuori strada!
Purtroppo ho l’impressione che, al di là delle (errate) strategie aziendali, i problemi siano ben più gravi: in altre parole temo che i margini di sviluppo della tecnologia eink non siano elevati, motivo per cui è altamente probabile che la contrazione nelle vendite di ereader, prevista da un po’ tutte le società di analisi, troveranno nei prossimi anni puntuale riscontro.
Del resto non è lo stesso Serbinis, nel momento in cui dichiara che il nuovo Kobo AURA HD è pensato come un “regalo” per quei lettori forti che “consumano” annualmente centinaia di libri, ad ammettere implicitamente che ci si rivolge ad un target minoritario e che in futuro, salvo convergenze (al momento non ricercate) con i tablet, agli ebook reader spetterà un ruolo di nicchia?

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