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Natale col botto per tablet ed e-reader, ma il 2012 cosa ci riserva?

Kindle Fire, Full Color 7″ Multi-touch Display, Wi-Fi

Kindle Fire, Full Color 7″ Multi-touch Display, Wi-Fi di aric123, su Flickr

A quanto pare Babbo Natale ha portato sotto l’albero moltissimi tablet così come parecchi e-reader! Già, perché a leggere qua e là su vari blog specializzati sembra proprio che le vendite di questi sempre più diffusi dispositivi siano andate a gonfie vele; i dati sinora diffusi non sono ancora definitivi ma permettono ugualmente di fare alcune considerazioni nonché di azzardare delle previsioni per il futuro e soprattutto di precisare con maggior dettaglio quanto in precedenti post ho potuto solo abbozzare.
Le notizie sono sostanzialmente due: 1) nel settore dei tablet l’iPad Apple mantiene la sua leadership di mercato ma ha trovato un degno concorrente nel Kindle Fire di Amazon (l’azienda di Seattle ha comunicato di aver venduto a dicembre 1 milione di dispositivi della famiglia Kindle a settimana, con il Fire a recitare la parte del leone); 2) non solo Amazon ed Apple sorridono: le vendite di e-reader in generale sono andate bene, favorite dai prezzi molto bassi (ormai negli USA è la norma trovarne nelle grandi catene sotto la quota simbolica dei 100 dollari).
Archiviato dunque il Natale in modo soddisfacente pressoché per tutti, interessante ora vedere un po’ quali sono gli scenari futuri(bili). Sono convinto che la variabile decisiva sarà sicuramente quella relativa alle scelte tecnologiche effettuate ai diversi livelli dai vari “operatori”.

QUALE SISTEMA OPERATIVO

Sul fatto che Android sarà quello dominante ormai non vi è più alcun dubbio; il suo Market si sta arricchendo sempre più di app ed a breve non ci saranno più sensibili differenze con l’offerta dell’AppStore della Apple. Ciò nonostante non è tutto oro quel che luccica: Amazon ad esempio ha troppo “blindato” il suo Kindle Fire cercando di tenere tutto “in casa” e limitando l’accesso a molte delle applicazioni disponibili: così succede che (a meno che uno non si metta a smanettare – Android in questo è magnifico e chi è capace ed ha voglia di farlo può veramente divertirsi – rootando il dispositivo od installando manualmente i file APK) io, aficionado di Dropbox, non posso caricare i miei e-book su quest’ultima nuvola essendo vincolato a quella messa a disposizione da Amazon stessa (ma solo per quei libri, film, etc. acquistati sul sito Amazon!!!). Pur con tutte queste limitazioni la scelta di adottare il sistema operativo promosso da Google da parte dell’azienda di Jeff Bezos è già un passo in avanti, considerando come quest’ultima, giusto per restare in tema di libri elettronici, ancora si arrocchi sul formato Mobipocket! Molto più aperta su questo fronte si è dimostrata Barnes & Noble, il cui Nook Color 2 è stato l’altro best seller di questo Natale 2011, grazie anche ad un prezzo di vendita che lo rende assai appetibile, fattore che lo accomuna al rivale Kindle Fire! A riguardo onestamente mi chiedo se una politica dei prezzi così aggressiva sia sostenibile nel lungo periodo, essendo i margini di guadagno giocoforza ridotti all’osso! Ma il principale fattore di incertezza riguarda proprio il sistema operativo Android: nel momento in cui Google scenderà in prima persona nell’arena dei tablet verrà garantito l’accesso pieno al codice sorgente a quelli che da un momento all’altro si trasformeranno in competitor? Verranno imposte fee (ricordo che Google stessa “gira” somme non indifferenti alle varie Microsoft, Nokia, HP, RIM, etc. per brevetti usati in Android) tali da rendere questo SO non più conveniente? E se sì, come penseranno queste aziende di ovviare al problema? Realizzando in casa un sistema operativo ex novo oppure riesumando WebOS, recentemente scaricato da HP che lo ha reso open source, oppure ancora ritornando dalla cara vecchia Microsoft (che presto o tardi, pena il declino, dovrà entrare in grande stile nel segmento dei dispositivi mobili)?

LE MOSSE DI GOOGLE

Quali sorprese ci riserverà nel 2012 l’azienda di Mountain View? Per quanto ora ci riguarda la novità più rilevante dovrebbe essere, quale naturale frutto dell’acquisizione di Motorola, la commercializzazione di un tablet di BigG. C’è da scommettere che in esso saranno presenti tutti quei servizi sviluppati pazientemente nel corso degli anni: GMail, Google Maps / Navigator, la suite di produttività online Google Docs senza dimenticare Google Libri / Google eBookstore (nei quali è confluito il tanto discusso progetto Google Books Library Project), la vetrina di giornali Google News, la “classica” funzione di search e via discorrendo! In pratica, grazie alla possibilità di connetterci in mobilità ed alla potenza della nuvola Google, moltissimi dei servizi citati, che usiamo quotidianamente seppur in modo non integrato, verrebbero a trovarsi quasi per magia in un’unica piattaforma pensata appositamente! Idea molto affascinante ma che nel contempo lascia perplessi per i seri rischi di “effetto lock-in”. Nemmeno per Google poi son tutte rose e fiori: la decisione di scendere in prima persona nell’agone dei device mobili potrebbe avere indesiderati risvolti negativi; all’annuncio dell’acquisizione di Motorola i grandi utilizzatori di Android asiatici hanno storto il naso (la stessa reazione degli editori quando Amazon ha lanciato il suo programma rivolto agli autori) al punto che hanno iniziato a cautelarsi cercando le possibili alternative ed iniziando a diversificare la gamma dei SO usati. Insomma l’eccessivo protagonismo potrebbe aiutare la concorrenza! Ulteriore nodo da risolvere, per finire, il destino del progetto Chromium: in base a quanto fatto finora, e soprattutto agli ottimi risultati ottenuti, è naturale pensare che continui ad essere Android (giunto alla sua versione 4.0 Ice cream Sandwich) il SO operativo imbarcato sui “GTablet”, motivo per cui Chromium potrebbe venir cancellato o quanto meno fatto confluire in Android stesso.

LE MOSSE DI APPLE

Per l’azienda di Cupertino la sfida del 2012 è quella di gestire il vantaggio che già si detiene e di rintuzzare gli attacchi dei competitor. Il primo punto sarà risolto lanciando la terza versione del celeberrimo iPad, per il secondo il discorso si fa più articolato. Considerando che l’iPod ormai non tira più come una volta, molti ipotizzano che pur di non lasciare scoperta la fascia di prezzo presidiata dal famoso lettore MP3, l’azienda della Mela stia considerando di produrre anch’essa un tablet low cost che fronteggi il Kindle Fire ed il Nook Color 2. Conoscendo Apple, che raramente rinuncia alle prestazioni (così come ai margini di guadagno), ritengo che la strada che verrà seguita per mantenere entro livelli accettabili il prezzo sarà quella di limitare le dimensioni complessive del dispositivo: non mi sorprenderebbe se nel prossimo anno vedesse la luce qualcosa di affine al Samsung Galaxy Note.

LE MOSSE DEGLI ALTRI

Con il citato Galaxy Note arriviamo a parlare di quelli che sono stati i grandi sconfitti del Natale 2011 (anni fa ci saremmo tutti messi a ridere alla sola idea che i dispositivi più venduti potessero essere marchiati Amazon o Barnes & Noble!). Tutti hanno i loro bei problemi: Samsung ha già sparato la sua cartuccia (fuori bersaglio) con il Galaxy Tab ma il suddetto Note le ha aperto un’interessante nicchia di mercato che è bene sfrutti a dovere prima dell’arrivo della concorrenza e soprattutto deve capire se continuare a “fidarsi” di Google e del suo Android. Anche Nokia mi attendo che batta un colpo nel settore delle tavolette: l’alleanza con Microsoft non può partorire la sola famiglia di telefonini intelligenti Lumia e d’altro canto credo che l’azienda di Redmond spinga per avere un tablet che funga da “vetrina” per il suo Windows Phone 7.5 (Mango). Di HP onestamente non so che dire: dopo aver acquisito Palm, pensato di abbandonare la divisione PC, svenduto il proprio TouchPad, scaricato WebOS, il management non ha ancora deciso “che fare da grande”! L’unica cosa che mi sento di suggerire è che si diano una mossa perché un anno di immobilità significherebbe perdere il contatto con le aziende di punta… a meno che non stiano pensando di tornare di nuovo sul mercato (che sarebbe davvero un non-senso, avendo due anni fa sborsato fior di quattrini per Palm senza poi farsene nulla!) magari puntando a RIM, che come già scritto fa gola a parecchi!

LA SCOMMESSA SUGLI E-READER

Come ricordato all’inizio di questo lungo post, a dicembre sono andate bene anche le vendite di e-reader; per capire ciò che sta dietro a questo risultato apparentemente inatteso possono tornare utili alcuni dati diffusi da Gartner. Questa importante società di analisi sottolinea come i margini di crescita sono ancora elevati soprattutto in Europa occidentale e nella regione Asia / Pacifico in particolare per quel segmento di e-reader avanzati (dotati di connettività, schermo tattile) che possono svolgere, per utenti non esigenti e pronti a qualche rinuncia in quanto a dotazioni tecnologiche, funzioni avvicinabili a quelle dei tablet ma ad un prezzo nettamente inferiore. Gartner non nasconde l’esistenza del rischio cannibalizzazione ma sottolinea come puntando su fattori quali il prezzo e l’esistenza di una nicchia di lettori forti un futuro “autonomo” sia ancora possibile, al punto che colossi del calibro di Dell ed HP (sovvenzionati in questo dai content provider) stanno valutando di entrare in questo mercato dominato da Amazon, Barnes & Noble e Sony, affiancate da una pletora di produttori relativamente più piccoli.

CONCLUSIONI

Nel 2012 assisteremo dunque ad un boom di coloro che attraverso i propri dispositivi nuovi fiammanti scriveranno mail, lavoreranno, leggeranno libri e giornali, guarderanno film, “socializzeranno” e via dicendo. Tablet ed e-reader insomma saranno tra noi e diventeranno un oggetto con il quale avremo particolare familiarità.
Se per i consumatori sarà dunque l’anno della definitiva consacrazione (tanto più che per la prima volta ci sarà una reale possibilità di scelta tra diversi modelli in base alle specifiche esigenze), per i produttori sarà quello delle scelte strategiche: di sistema operativo, di target di consumatori, di prodotto (tablet e/o e-reader).
Da queste scelte deriveranno i dispositivi che ci troveremo tra le mani nel prossimo futuro e sulle caratteristiche dei quali mi arrischio in alcune previsioni. Chiariamo innanzi tutto che personalmente continuo a ritenere che non assisteremo a nessuna cannibalizzazione bensì ad una lenta ma inesorabile convergenza tra tavolette e lettori per libri elettronici. Se, come abbiamo visto, la connettività ed il touchscreen sono già due caratteristiche acquisite, il prossimo step sarà uno schermo a colori adatto sia alla fruizione di video che alla lettura di e-book (un buon esempio in questa direzione è il Mirasol). Caduto il gap imposto dallo schermo a colori e risolto il problema dell’autonomia delle batterie (Qualcomm sostiene essere i consumi energetici del Mirasol estremamente bassi) la completa fusione tra queste due classi di dispositivi potrà dirsi compiuta; a quel punto starà ai produttori segmentare il mercato producendo device di fascia medio – alta o per contro medio – bassa. Dal momento che una “dotazione minima” sarà sempre garantita il fattore che farà realmente la differenza credo sarà il form factor e non solo per l’impatto diretto che questo ha sui costi finali di produzione, ma anche perché a parità di caratteristiche tecniche sarà il consumatore a decidere se preferisce avere un dispositivo realmente tascabile (tipo Galaxy Note per intenderci) oppure qualcosa di più performante ma nel contempo ingombrante (diciamo un iPad). Insomma, per chiudere con uno slogan, “potere al consumatore”!

PS Come spesso faccio, ho pensato di realizzare la versione (con leggeri adattamenti) su Storify di questo post, fornita di tutti i rimandi (per chi volesse approfondire l’argomento e verificare le fonti) ai vari siti che mi sono stati di spunto e stimolo nella sua redazione

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Le implicazioni (anche archivistiche) del trionfo del tablet

Cloud computing (foto benoden)

Nel giorno in cui in Italia l’asta per le frequenze 4G parte in tono minore, un post apparso sul blog dell’analista di Forrester Sarah Rotman Epps fa discutere blogger e commentatori di mezzo mondo. In esso l’autrice, in breve, sostiene che il tablet di Amazon non solo ci sarà (inizi ottobre la data di lancio stimata) ma sarà anche venduto nella bellezza di 3-5 milioni di pezzi nel solo ultimo trimestre del 2011! Insomma, Rotman Epps si è sbilanciata e non di poco, ma a rinforzare le sue previsioni sono le seguenti considerazioni:
1) diversamente da Apple, la maggior parte dei profitti di Amazon non provengono ancora dall’hardware e pertanto su questo terreno l’azienda di Seattle può dar battaglia (il prezzo, contenuto entro i 300 dollari, dovrebbe a tal riguardo essere un ottimo incentivo all’acquisto)
2) Amazon potrà sfruttare le potenzialità di crescita di Android Honeycomb, sistema operativo sul quale si baserà la nuova tavoletta
3) Amazon ha dalla sua anni di esperienza nella vendita di contenuti e soprattutto un’infrastruttura cloud da far invidia, tale da renderla l’unica azienda capace di lanciare con successo la sfida ad Apple, dopo che molti ci hanno tentato invano (RIM, Samsung, HP – che forse però sta ripensando sulla scelta di mollare tutta la divisione PSG).
Personalmente le considerazioni di primo acchito che ho fatto leggendo questo interessante post sono state:
1) qui stiamo parlando di aria fritta, non avendo Amazon finora MAI, nemmeno implicitamente, ammesso di essere al lavoro su un tablet; d’accordo, mi si potrà obiettare che Apple ci ha costruito le sue campagne mediatiche sull’attesa, ma qui non è uscito nulla di nulla, nemmeno la minima indiscrezione tecnica o una foto rubata, come di solito avviene!
2) ammesso e concesso che la tavoletta made in Seattle si faccia (mai dire mai, intendiamoci), lo sbarco su Android sarebbe una benedizione; troppo chiuso, come scritto in precedenti post, il software del Kindle (anche se la recente presentazione di Kindle Cloud Reader, basato su un mix di HTML5 e cloud, forse testimonia un’inversione di rotta)!
3) in ogni caso stiamo facendo i conti senza l’oste, in quanto ci si dimentica completamente di Google; l’azienda di Mountain View ha al pari di Amazon una struttura cloud formidabile e la suite Google Docs, giusto per fare un esempio, trova la sua ragion d’essere se usata in mobilità; dunque, pur riconoscendo i passi falsi compiuti con il Nexus One e probabilmente anche con il Chromebook (non ci sono ancora dati ufficiali ma la sensazione, leggendo nella Rete, è che dopo un’accoglienza discreta, l’interesse sia rapidamente scemato), non si può non pensare che la recente acquisizione di Motorola non porterà alla realizzazione di un tablet.
Questi, dunque, i miei primi pensieri finché leggevo il post di Rotman Epps; dopo una fisiologica metabolizzazione sono però giunto a quello che è il vero nocciolo del problema: se ancora ad inizio anno discettavo su “Tablet VS eReader” oggi un simile discorso sarebbe chiuso in partenza: tablet tutta la vita, e non solo perché HP sta svendendo i suoi TouchPad ad un prezzo inferiore a molti e-reader!
Il punto è che il tablet svolge, nel bene e nel male, una centralità nelle scelte strategiche dei colossi dell’informatica che gli e-reader semplicemente non hanno mai avuto né mai avranno. Tale centralità discende dalla preferenza che verrà loro accordata, in virtù della loro versatilità e “mobilità”, dal singolo utilizzatore, vuoi in quanto privato cittadino vuoi in quanto appartenente ad un’organizzazione più complessa.
Né è difficile scorgere, sullo sfondo del trionfo prossimo venturo del tablet, trionfo che beninteso sarà relativo in quanto altri dispositivi saranno sempre presenti e che andrà a braccetto con quello del cloud computing, le importanti implicazioni archivistiche.
Il tablet infatti, proprio per così come è concepito, farà apparire conveniente ai suoi utilizzatori (si tratti dello studente, del businessman oppure ancora del dirigente della Pubblica Amministrazione) scrivere, leggere, creare, commentare, archiviare, etc. sulla nuvola. La tavoletta, con la sua linea minimale ed accattivante, sarà in buona sostanza un formidabile “cavallo di Troia” per la realizzazione di quello scenario in cui le nostre esistenze saranno “digitali” e noi stessi always on.

PS La versione su Storify di questo post è al seguente indirizzo: http://storify.com/memoriadigitale/le-implicazioni-anche-archivistiche-del-trionfo-de.

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