Flickr offre un terabyte di spazio gratis (e la tentazione del cloud si insinua in tutti noi)


flickr di Zanastardust, su Flickr

flickr di Zanastardust, su Flickr

La notizia ha già ricevuto grande attenzione da parte di media, blog, etc. ma non posso ugualmente sottrarmi dal fare il mio modesto commento, non fosse altro perché mi ero già soffermato sugli archivi fotografici ai tempi del cloud computing in un post di qualche tempo fa.
Premesso che il restyling di Flickr si inserisce nel più amplio tentativo di risollevare le sorti di Yahoo! da parte della bionda CEO Marissa Mayer (di ieri la conferma dell’acquisizione di Tumblr a suon di miliardi), ciò che lascia sbalorditi è lo spazio messo gratuitamente a disposizione (ovviamente ci si becca la pubblicità, mentre in precedenza si imponeva un’autolimitazione per cui si visualizzavano solo le ultime 200 foto caricate; con la nuova tariffazione se non si vuole pubblicità occorre sborsare 50 dollari all’anno): un terabyte tondo tondo.
Una quantità enorme, specialmente considerando che gli altri servizi offrono gratuitamente storage sull’ordine delle decine di gigabyte; così grande che Flickr stessa ha inserito, nella pagina di presentazione delle novità introdotte, un apposito strumento per calcolare quante foto si possono caricare. Ed i risultati sono sbalorditivi: ipotizzando di scattare foto con risoluzione di 4 megapixel (un valore medio-basso per gli standard odierni) si possono caricare 873.813 foto; se si passa a 7 megapixel (il valore a cui lavorano i migliori smartphone in commercio e le fotocamere di fascia media) si possono caricare 499.321 foto, una al giorno per i prossimi 1368 anni! Anche se carichiamo foto da 16 megapixel il risultato è più che onorevole: 218.453 foto!
Appare evidente che una simile offerta di spazio è spudoratamente aggressiva: evidentemente la minaccia posta dall’accoppiata Facebook – Instagram era troppo grave (ne è la riprova il contestuale rilascio di una nuova app per Android, mentre quella per iPhone data a qualche mese fa) e serviva una risposta shock. Certo che essa risulta veramente “invitante” e credo sarà ben accolta non solo per fotografi “da smartphone” ma pure per fotoamatori e professionisti.
Ma al di là di tutto la vera riflessione da fare riguarda le prospettive degli archivi digitali di persona. Oramai i colossi dell’informatica dispongono di infrastrutture di storage capaci di sostenere offerte, come quella di Yahoo! – Flickr, fino a poco tempo fa semplicemente impensabili: oggi è toccato alle foto (relativamente pesanti), nel prossimo futuro sicuramente simili offerte riguarderanno tutte le tipologie di risorse digitali, inclusi ovviamente i “leggeri” documenti. Anche mettendo in conto l’aumento di “peso” cui andranno incontro le varie tipologie di risorse digitali possedute (le foto, giusto per stare in tema, sono più che raddoppiate negli ultimi due – tre anni), gli archivi sulla nuvola saranno ugualmente in grado di contenere, gratuitamente, pressoché l’intero archivio digitale di una persona. Ciò è positivo in quanto verrà meno quel pericolo, più volte sottolineato, di frammentazione / dispersione dell’archivio stesso anche se si continuerà a fare affidamento su infrastrutture di privati.
Personalmente, nell’attesa che qualche ente pubblico abbia il coraggio (oltre che ovviamente i mezzi) di proporsi in qualità di cloud service provider (neutro e terzo, ergo affidabile), rimango dell’opinione che gli archivi sulla nuvola restino, per i singoli cittadini, un utile mezzo di “diversificazione del rischio” che deve andare ad affiancare tutti gli altri supporti nei quali salviamo, precauzionalmente, i nostri documenti digitali.

PS Il mio auspicio di veder scendere attori pubblici nell’arena del cloud computing in qualità di provider forse un giorno si materializzerà ma nel frattempo dobbiamo registrare l’esatto contrario! Il nuovo Flickr ha una sezione, definita The Commons, in cui archivi e biblioteche di rilevanza internazionale (troviamo tra gli altri il Riksarkivet norvegese, la Royal Library danese, la National Library of Scotland, i National Archives britannici, etc.) contribuiscono, caricando foto distribuite in genere con licenza Creative Commons, all’ampliamento di quel già vasto archivio fotografico che è Flickr.

2 responses to this post.

  1. Grazie! Lo segnalo sulla pagina FB del Mondo degli Archivi🙂. Concordo soprattutto sull’ultima parte… magari!

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