iNotebook, a cavallo tra carta e digitale

Di norma quando pensiamo alla scrittura su tablet la nostra mente corre veloce al pennino con il quale “scriviamo”, a mano libera, direttamente sulla superficie della tavoletta.
Da Targus arriva in commercio l’iNotebook, un prodotto decisamente interessante che qui descrivo velocemente non perché io abbia chissà quali finalità promozionali ma molto più semplicemente perché esso rappresenta un interessante punto di congiunzione tra mondo analogico e digitale e potrebbe, se sviluppato nella giusta direzione, togliere alcuni grattacapi che assillano gli archivisti in questi ultimi tempi (ma facendogliene venire di nuovi!).
Ma come funziona l’iNotebook? Come si intuisce dal video postato qui sopra il funzionamento è alquanto semplice: mentre scriviamo sulla nostra agenda (di carta comune) con una speciale penna ad inchiostro con incorporato un sensore, una barra (la si vede chiaramente sul lato superiore) cattura i segnali provenienti via infrarossi dalla penna e li ritrasmette automaticamente via Bluetooth all’iPad. Il risultato è dunque stupefacente: nel momento stesso in cui scriviamo sull’agenda sullo schermo del nostro tablet compare, quasi per magia, il testo. Una volta finito di scrivere possiamo passare a lavorare direttamente sul tablet (la penna si trasforma in stilo), dove possiamo evidenziare il testo, sottolinearlo, impostare sfondi, etc. ed ovviamente inviare il tutto via posta elettronica oppure salvarlo sulla nuvola attraverso servizi quali l’immancabile Dropbox oppure AirPlay.
E se per caso non abbiamo il nostro iPad a portata di mano nessuna paura: il sensore posto sull’agenda può immagazzinare fino a 100 pagine, le quali saranno poi inviate al tablet alla prima sincronizzazione utile!
Un sistema siffatto presenta dunque degli innegabili vantaggi: in primo luogo si gode di tutta la libertà della scrittura a mano libera ma con il vantaggio di ritrovarsi tutto il lavoro pure in digitale e di poterlo qui proseguire e condurre a termine; in secondo luogo si aprono interessanti prospettive in fatto di firma grafometrica ed è su questo che voglio soffermarmi un istante.
Targus non dice se vengono memorizzate anche le caratteristiche biometriche della nostra scrittura (=> della nostra firma) quali ductus, pressione, inclinazione, etc. ma la sensazione netta è di no: l’iNotebook non è stato ideato per fungere da dispositivo di firma (se così fosse stato si sarebbe fatto ricorso ad una trasmissione da agenda a tablet crittografata e non sfruttando un “banale” segnale Bluetooth così come ci dovrebbe essere una banca dati per contenere in sicurezza tutti i dati biometrici).
Assodato dunque che iNotebook non è stato concepito per sottoscrivere digitalmente i documenti, va riconosciuto che un siffatto sistema, adeguatamente sviluppato, potrebbe presentare delle caratteristiche interessanti: se mai un giorno infatti sarà prevista la memorizzazione dei dati biometrici, nel momento in cui andremo a redigere, che so, un testamento olografo o una compravendita tra privati, ci troveremo in possesso dell’originale cartaceo e contemporaneamente del corrispettivo documento nativo digitale (nel senso che non è frutto di un’operazione di digitalizzazione e/o scannerizzazione) entrambi debitamente sottoscritti! Inutile dire che dal punto di vista conservativo il lavoro dell’archivista ne trarrebbe nel contempo giovamento così come vedrebbe insorgere nuove problematicità: giusto per sollevarne alcune, la presenza di un documento su carta e di uno sul tablet può indurci a parlare di originale in duplice copia? Quale dei due conserviamo come buono? L’analogico, il digitale od entrambi (con annessa duplicazione degli sforzi e dei costi ma pure con qualche certezza in più, stante le rodate metodologie di conservazione esistenti per i documenti cartacei a fronte dei mille dubbi che avvolgono la conservazione dei documenti digitali)?
Insomma, tanti pro ma anche tanti contro, non c’è che dire! Possiamo comunque stare tranquilli. Si tratta solo di ipotesi e, così com’è ora, l’iNotebook è un prodotto di nicchia: infatti, a prescindere dal fatto che ad oggi è pensato esclusivamente per l’iPad di Apple, ha anche un costo non indifferente sia di acquisizione (179,99 dollari) che di mantenimento (una penna nuova costa 49,99 dollari ed una ricarica 7,99; relativamente economica solo la carta, costando un’agenda originale 4,99 dollari…). Decisamente non per tutte le tasche!

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