La guerra dei display – Part 2

LG epaper display

LG epaper display di AksgeekLive, su Flickr

Che il display sia una componente fondamentale di qualsiasi smartphone, phablet, tablet od ereader è quasi banale sottolinearlo; è però difficile negare che negli ultimi tempi la battaglia tra i colossi dell’high-tech si sia spostata proprio sul fronte del tipo di schermo adottato (e relative prestazioni).
Un breve riepilogo delle “puntate principali” di questo scontro rende bene l’idea: a fine settembre aveva iniziato Amazon, annunciando il Kindle Touch (che come già scritto a giorni arriverà in Italia con inclusa la connessione 3G), a dicembre aveva risposto Qualcomm con il suo rivoluzionario Mirasol Display, a marzo ha rilanciato Apple montando la sua tecnologia Retina Display anche a bordo del suo New iPad; pochi giorni fa, infine, LG ha annunciato l’avvio della produzione di massa del suo E-Paper Display (EPD).
Premesso che la scelta di trattare assieme schermi destinati ad ereader a quelli per tablet (= accostare dispositivi con tecnologie completamente differenti) può essere considerata borderline, bisogna riconoscere che non c’è altra alternativa essendo la tipologia / le caratteristiche dello schermo spesso e volentieri il principale criterio di scelta tra questo o quel device.
Alla luce di questi recenti annunci, quali sono le prospettive nel settore degli schermi? Ci sono stati significativi passi in avanti rispetto al precedente post (che resta comunque di riferimento) dedicato all’argomento? La nuova tecnologia EPD è realmente rivoluzionaria?
Personalmente ritengo che solo alcuni degli annunci anzidetti abbiano significato un netto stacco rispetto alla situazione precedente. Per quanto riguarda Amazon va notato che non c’è stato alcun progresso circa la risoluzione (ferma a 600×800 pixel; solo con il DX si sale a 800X1224) né tanto meno il colore, essendo stata l’unica miglioria quella di aggiungere uno strato touch. Diverso il discorso per Mirasol di Qualcomm: in questo caso la tecnologia è davvero innovativa ma per ora i big la stanno un po’ snobbando, tant’è che le uniche applicazioni concrete si hanno solo in alcuni paesi dell’Asia ed in pratica con lo stesso modello (il capostipite coreano Kyobo Reader infatti presenta caratteristiche estetiche, software ed hardware pressoché identiche all’Hanvon C18 e Bambook Sunflower cinesi ed al Koobe Jin Yong taiwanese); probabilmente si tratta di un fattore di costi ed occorre dunque attendere che questi calino per vedere i primi dispositivi con Mirasol a bordo anche in Europa. Inutile aggiungere che il suo arrivo darebbe sicuramente una scossa e costringerebbe la concorrenza a correre ai ripari (leggasi: puntare con decisione su ereader a colori oltre che creare grattacapi ai produttori di tavolette, rappresentando il Mirasol una valida alternativa ai tablet).
Ma veniamo agli annunci più recenti ed anche più “succosi”, iniziando dall’azienda della Mela morsicata: come forse saprete sono tra coloro che hanno salutato il New iPad in modo tutt’altro che entusiastico (per la precisione l’ho considerato un’occasione mancata da parte di Apple) ma saprete anche che non ho potuto non riconoscere il passo in avanti compiuto con l’adozione della tecnologia retina display; dal punto di vista tecnologico è un classico schermo LCD solo che gli ingegneri di Apple sono riusciti a ridurre considerevolmente le dimensioni dei pixel (motivo per cui a parità di schermo ve ne sono quattro volte tanti) e soprattutto sono stati capaci di rispettare la regola “un pixel un contatto elettrico”, grazie allo sdoppiamento su due piani distinti degli stessi. Il risultato finale è il controllo ottimale di ogni pixel che si traduce in una miglior resa dei colori; inoltre, essendo i pixel fisicamente più piccoli sono meno visibili ad occhio nudo e complessivamente le immagini risultano più nitide ed i colori più brillanti, il tutto, si badi, senza che i consumi energetici aumentassero (anche se l’autonomia di 10 ore – 9 con LTE attivato – resta a mio giudizio insoddisfacente).
Concludo, in rigoroso ordine cronologico, con l’annuncio più recente, ovvero quello di LG; ovviamente il comunicato stampa del chaebol sudcoreano si sforza di mettere in evidenza i punti di forza del nuovo prodotto (come tecnologia rientra in quella degli e-ink) rispetto al corrispettivo in vetro, vale a dire: a) la maggior resistenza agli urti (la foto dimostra addirittura come sia pieghevole sino a 40 gradi) ed alle cadute b) il minor ingombro, in termini di sottigliezza e peso c) l’elevata definizione (1024X768 pixel) d) i bassi consumi energetici e soprattutto e) gli inferiori costi di produzione. Ora, naturalmente ognuno deve portare acqua al proprio mulino, però è indubbio che quasi su tutti i punti LG abbia ragione: chi non vorrebbe uno schermo meno “delicato”, meno ingombrante e meno costoso ma nel contempo più efficiente e più definito? Uso quel “quasi” perché, tanto per cambiare, alcune perplessità le nutro: a) per quanto riguarda i costi, non è garantito che questi scendano anche per il consumatore finale (l’azienda potrebbe benissimo decidere di trattenere per sè i maggiori risparmi = guadagni) b) circa i consumi, questi erano già bassi ed un’ulteriore calo, per quanto sempre da accogliere con favore, non è detto che influisca più di tanto sulle scelte di acquisto degli utenti c) anche l’aumento nella definizione è ovviamente una buona notizia, ma continua a mancare il colore, motivo per cui il Nook Color di Barnes & Noble (che di definizione fa 1024 X 600) continua a restare un prodotto di tutto rispetto! Nulla inoltre si dice sul tempo di refresh, ovvero sull’eventuale riproducibilità di video… caratteristica a mio vedere assolutamente da ricercare! Infine, per il momento la produzione riguarderà display fino a 6 pollici: se all’interno di questo range ricadono molti big vendor (tutti gli Amazon Kindle tranne il Dx, tutti i Cybook, i Leggo IBS 603 e 612, il Sony Reader solo per citarne alcuni) sarebbe interessante sapere chi effettivamente userà la nuova tecnologia sviluppata da LG, la quale nel suo comunicato, con comprensibile riserbo, ha semplicemente detto che la produzione partiva dagli ODM in Cina e che per la fine di aprile i pezzi sarebbero arrivati in Europa.
In altri termini quella che effettivamente è una notizia interessante per lo sviluppo del settore degli ereader, e a cascata degli ebook, potrebbe vedere sminuita la sua portata per logiche industriali che, si sa, talvolta non sono molto lineari.

One response to this post.

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