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In libreria “Archivi e biblioteche tra le nuvole”

"Archivi e biblioteche tra le nuvole" (front cover)

Come preannunciato nel precedente post ho pubblicato un libro su cloud computing e dintorni.
In particolare parlo delle sue applicazioni in ambito archivistico e bibliotecario in sinergia con la diffusione dei nuovi mobile device, il che mi porta ad approfondire temi quali il social reading / networking, il fenomeno dello storage sulla nuvola e tutti i connessi problemi di privacy.

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Social network e libri: sfida chiusa tra aNobii e GoodReads?

Sempre più spesso si parla di social network dedicati al libro e si è soliti sentir dire che la scelta è ristretta tra aNobii e GoodReads. In effetti questa affermazione è sostanzialmente vera in quanto altri servizi (come Feedbooks) hanno una componente social estremamente limitata.
In questo post elenco in estrema sintesi i pro ed i contro di questi servizi; una sorta di guida per chi non sapesse su quale dei due puntare.
aNobii: si autodefinisce «an online reading community built by readers for readers allowing you to shelve, find and share books. Our mission is to bring book lovers together and encourage reading».
PRO:

  1. oltre 25 milioni di libri tra cui scegliere
  2. possibilità di inserirli in una propria libreria virtuale (shelf) e commentarli condividendo il tutto con gli amici
  3. possibilità di a) acquistare il libro desiderato da più rivenditori online b) comprarlo (dietro pagamento di una somma da pattuire) oppure scambiarlo per un determinato periodo di tempo con un altro utente che dichiara di possederlo e che magari desidera leggere uno dei nostri libri
  4. scritto in italiano
  5. interessante funzione per smartphone => usati come lettori codice a barre per scoprire info su libri a partire dall’ISBN

CONTRO:

  1. un po’ lento
  2. non da possibilità di scaricare e-book
  3. pochi widget

Goodreads : la sua mission «is to get people excited about reading. Along the way, we plan to improve the process of reading and learning throughout the world».
PRO:

  1. consente di inserire libri in una propria libreria virtuale, commentandoli
  2. i commenti non sono limitati al libro in sé ma si possono ad esempio fare citazioni tratte da altri testi
  3. si possono velocemente invitare amici da tutti i social network più “generalisti” (Facebook, Twitter, MySpace, etc.)
  4. dei libri individuati si possono avere preview che talvolta sfocia nel full text
  5. c’è un’apposita sezione e-book
  6. i libri li si può comprare
  7. il sito in generale è più veloce rispetto ad aNobii
  8. si può autopubblicare e promuovere il proprio libro
  9. amplia scelta di widget

CONTRO:

  1. LA VERSIONE ITALIANA NON E’ IMPLEMENTATA APPIENO =>
  2. LA SCELTA DI TITOLI IN ITALIANO NON E’ ADEGUATA
  3. non è possibile prestarsi libri tra utenti

NOTA DOLENTE FINALE, da parte di un bibliotecario deluso: nessuno dei due ricerca la minima integrazione con il mondo delle biblioteche.

IAB et alia

Prendendo spunto dall’attesissimo intervento di Chris Anderson di Wired allo IAB Forum attualmente in corso a Milano, mi permetto di fare alcune riflessioni a ruota libera.
1) Il web sta sparendo, almeno così come lo conosciamo => non più siti intercomunicanti tra di loro ma social network più o meno chiusi sui cui contenuti Google non ha accesso => no indicizzazione, e se non c’è indicizzazione è più difficile reperire e conservare eventuali contenuti rilevanti => GROSSO PROBLEMA
2) Tablet = nuove possibilità per l’editoria; su questo non ci piove così come che nuove fonti di reddito per i giornali possono venire dalla creazione di un ecosistema con applicazioni. Ho molti più dubbi invece che il modello pay per le news online possa trovare il favore del pubblico; perché pagare per notizie finora gratuite e che qualcun’altro sicuramente si preoccuperà di fornire gratis? Il servizio dovrà essere moooolto ma mooolto personalizzato e la facilità/ il piacere d’utilizzo di primo livello.

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